Temperatura più bassa
Le basi vegetali sviluppano note cotte e perdono dolcezza prima del latte vaccino. Il punto di arrivo sta qualche grado sotto quello a cui ti fermeresti di solito. Superato, il gusto vira e la schiuma si affloscia.
Guida
Le basi vegetali non si comportano come il latte. Cosa cambia davvero dietro al banco, e perché il problema quasi mai è il prodotto.

Per anni le bevande vegetali sono state trattate come un ripiego: si montavano come il latte, si scaldavano come il latte, e quando il risultato era peggiore si dava la colpa al prodotto.
Il problema non era il prodotto, era il metodo. Una base vegetale non è latte scremato: è un'altra cosa, con un'altra chimica, e va trattata di conseguenza. Cambiati i parametri, i risultati arrivano.
La schiuma è una struttura costruita dalle proteine, che avvolgono le bolle d'aria e le tengono in piedi. Il latte vaccino ha circa 3,4 grammi di proteine ogni 100 millilitri. Una bevanda d'avena ne ha fra 0,5 e 1.
Con meno di un terzo del materiale, la struttura è più fragile. Per questo le versioni professionali aggiungono proteine, spesso del pisello, e grassi vegetali: i grassi non costruiscono la schiuma ma la stabilizzano, e sono il motivo per cui una barista tiene il disegno e una normale no.
Le basi vegetali sviluppano note cotte e perdono dolcezza prima del latte vaccino. Il punto di arrivo sta qualche grado sotto quello a cui ti fermeresti di solito. Superato, il gusto vira e la schiuma si affloscia.
La fase di aria va accorciata. Con meno proteine, l'aria in eccesso non trova struttura che la regga e produce bolle grandi che collassano subito.
Il tempo che togli all'aria va dato al vortice. È lì che le bolle si rompono e la texture diventa lucida.
Una schiuma vegetale si separa più in fretta. Fra la fine della montatura e la tazza devono passare pochi secondi, non decine.
È il problema che tutti i baristi conoscono: versi la bevanda nell'espresso e si formano grumi, o la superficie diventa granulosa.
La causa è l'acidità. Le proteine vegetali, a contatto con un ambiente acido, si aggregano. Succede più spesso in tre casi:
L'avena regge l'acidità meglio delle altre basi, ed è una delle ragioni per cui ha vinto il mercato della caffetteria. Ma non è immune.
| Base | Come monta | Come sta nel caffè |
|---|---|---|
| Soia | La schiuma più compatta fra le vegetali | Si separa più facilmente |
| Avena | Buona, ottima nelle versioni barista | La più stabile, e la più gradita al gusto |
| Mandorla | Più difficile, schiuma sottile | Gusto marcato, che copre il caffè |
| Cocco e riso | Poco adatte alla montatura | Meglio per bevande fredde |
Nessuna base vegetale raggiunge oggi la compattezza del latte vaccino, e chi ti dice il contrario ti sta vendendo qualcosa. Quello che si può ottenere è una schiuma che regge il disegno, tiene nel servizio e ha un gusto che il cliente apprezza. Che è tutto quello che serve.
Ogni bevanda ha i suoi numeri, e vanno trovati una volta sola.
Domande frequenti
Perché ha molte meno proteine, che sono ciò che costruisce e regge la schiuma: circa mezzo grammo o poco più ogni cento millilitri, contro i 3,4 del latte vaccino. Le versioni barista compensano aggiungendo proteine e grassi vegetali.
Più bassa che con il latte vaccino, di qualche grado. Le basi vegetali sviluppano note cotte e perdono dolcezza prima, quindi il punto di arrivo va anticipato. La temperatura esatta cambia da prodotto a prodotto e va trovata una volta sola.
Per l'acidità, che fa aggregare le proteine vegetali. Succede più spesso con caffè dalle tostature chiare, con sbalzi di temperatura fra espresso e bevanda, e con prodotti privi di stabilizzanti.
L'avena nelle versioni barista, perché unisce una buona montatura a una tolleranza all'acidità superiore alle altre e a un gusto che i clienti gradiscono. La soia monta in modo più compatto ma si separa più facilmente nel caffè.
No, si usa la stessa. Quello che cambia è come la usi: fase di aria più corta, vortice più lungo e temperatura di arrivo più bassa.
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