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Matteo Beluffi

Guida

La moka, fatta come si deve

È in nove case italiane su dieci ed è il metodo che si sbaglia più spesso. Tre correzioni che cambiano la tazza da domani mattina.

Sezione di una moka: caldaia con l'acqua sotto la valvola, filtro non pressato, fiamma bassa

Il problema

La moka funziona lo stesso anche quando la usi male. Esce caffè, è caldo, sa di caffè. È per questo che quasi nessuno si accorge di sbagliare.

Quel retrogusto amaro che molti chiamano «gusto di moka» non è il gusto della moka: è il gusto di un caffè cotto. E si elimina con tre correzioni che non costano niente.

1. Acqua già calda nella caldaia

È la correzione che cambia di più, ed è quella che quasi nessuno fa.

Con l'acqua fredda la moka resta sul fuoco molto più a lungo, e in quel tempo il macinato sopra la caldaia cuoce prima ancora di essere attraversato. Riempi la caldaia con acqua già calda fino a sotto la valvola, e usa una presina per avvitare la moka.

2. La fiamma non deve uscire dalla caldaia

Più che «fuoco basso», la regola è geometrica: la fiamma deve restare dentro il diametro della caldaia, mai allargarsi oltre il fondo. Se le lingue di fuoco salgono lungo i lati, stai scaldando l'alluminio, non l'acqua, e quel calore arriva diretto al macinato.

Su piastra o induzione il riferimento è un'intensità media o medio-alta. Non al massimo: il fondo salirebbe di temperatura troppo in fretta e il caffè brucerebbe prima ancora di essere attraversato.

Il risultato che cerchi è sempre lo stesso: il caffè deve salire piano, con un flusso continuo color miele. Se schizza e gorgoglia stai andando troppo in fretta, e la fretta in estrazione si paga con l'amaro.

3. Toglila prima del gorgoglio

Quel rumore finale non è la fine della preparazione: è vapore che attraversa il caffè già estratto e trascina in tazza la parte peggiore. Appena il flusso si schiarisce e comincia a sfrigolare e a schizzare, togli la moka dal fuoco.

Provale domani

Sono tre gesti, e non c'è niente da comprare. Prepara una moka come al solito e una con queste tre correzioni, poi assaggiale una dopo l'altra. La differenza si sente al primo sorso.

E se dopo vuoi fare un passo in più

Quando le tre correzioni sono diventate automatiche e vuoi un passo in più, l'unico accessorio che cambia davvero il risultato è il filtro. Quello di serie ha fori da circa otto decimi di millimetro: l'acqua passa in fretta e trascina in tazza le polveri fini, che sono una delle ragioni dell'amaro.

Esistono filtri con fori da due decimi, cinque volte più piccoli. L'acqua incontra più resistenza, attraversa il caffè invece di sfondarlo, e in tazza arriva molto meno sedimento. Te ne parlo in fondo, fra le cose che uso.

Tips da pro. Se vuoi cambiare il tuo caffè spendendo il meno possibile, compra i filtri di carta dell'AeroPress e mettine uno sopra il macinato, prima di avvitare la moka: la carta trattiene le polveri fini e la tazza esce più pulita e meno amara. È il modo di personalizzare la moka a costo «zero».

Se misuri: TDS ed estrazione della moka

Una moka sta fra il 2 e il 4% di TDS: più concentrata di un filtro, molto meno di un espresso. L'estrazione si calcola come per gli altri metodi, con una cosa in più da sapere: il macinato trattiene circa il doppio del suo peso in acqua, quindi da 150 g in caldaia con 17 g di caffè in tazza ne arrivano circa 115. Con un TDS del 3% sono 3,4 g, cioè il 20% di estrazione: in mezzo alla finestra 18-22% che uso come riferimento anche per la moka. Sopra, la moka è cotta e amara: fiamma, momento in cui la togli, macinatura. Sotto, è acquosa e acida: macinatura più fine e filtro raso.

Il calcolatore della moka fa il conto per la tua misura e ti dice su quale leva intervenire.

Domande frequenti

Le domande su questo

Perché il caffè della moka sa di bruciato?

Quasi sempre perché è rimasta troppo a lungo sul fuoco. Se parti con l'acqua fredda la moka impiega molto più tempo, e nel frattempo il macinato cuoce prima ancora che l'acqua lo attraversi. Metti l'acqua già calda e tieni la fiamma bassa: quel retrogusto sparisce.

Perché il caffè si blocca a metà e viene fuori come acqua sporca?

Nella maggior parte dei casi la macinatura è troppo fine e l'acqua non riesce a passare. Prova con un macinato più grosso. Se succede sempre, controlla la guarnizione e la valvola: una guarnizione indurita lascia sfuggire la pressione.

Perché quando il caffè non esce bisogna bagnare la base della moka?

Raffreddando la caldaia si abbassa la pressione del vapore e il liquido residuo riesce a risalire. Funziona, ma è un rimedio, non una soluzione: se devi farlo ogni volta, il macinato è troppo fine o la guarnizione è da cambiare.

Fino a dove va messa l'acqua nella moka?

Fino a sotto la valvola di sicurezza, senza coprirla. La valvola deve restare libera: è quella che scarica la pressione se qualcosa si ostruisce.

Conviene accendere il fornello al massimo per fare prima?

No. Con la fiamma alta l'acqua attraversa il caffè troppo in fretta e porta in tazza le parti amare. Il riferimento non è «basso» a occhio: la fiamma deve restare dentro il diametro della caldaia e non allargarsi sui lati. Su piastra o induzione tieni un'intensità media o medio-alta, mai al massimo.

C'è un trucco per migliorare la moka senza comprare niente?

Sì: un filtro di carta dell'AeroPress appoggiato sopra il macinato, prima di avvitare. Trattiene le polveri fini che di solito finiscono in tazza, e il caffè esce più pulito e meno amaro. Una confezione costa pochi euro e dura mesi: è la personalizzazione della moka a costo quasi zero.

La moka va lavata con il detersivo?

Va lavata con acqua calda e asciugata bene. Il detersivo lascia residui di profumo che si sentono in tazza, ma non lavarla affatto è peggio: gli oli del caffè si ossidano e diventano rancidi, ed è quello il vero motivo per cui certe moka fanno un caffè che sa di vecchio. Se vedi incrostazioni scure o macchie tipo muffa, quella moka va pulita a fondo.

Perché il caffè del bar è più buono di quello che faccio a casa?

Per tre motivi, in ordine di importanza: al bar il caffè viene macinato al momento, l'acqua è filtrata e la macchina lavora a una temperatura stabile. La macinatura fresca è il fattore che pesa di più, ed è anche il più facile da replicare a casa.

Se ti serve

Quello che uso e consiglio

  • E&B Lab Moka Induction, tre tazzeAcciaio, va anche su induzione, e monta di serie il filtro competition. È la moka che uso quando voglio il massimo da questo metodo.
  • Filtro Competition E&B LabSi monta su una Bialetti che hai già. I fori sono da 0,2 millimetri invece degli 0,8 di serie: l'acqua passa senza sfondare il panetto, in tazza arrivano meno polveri e l'amaro cala parecchio. È fatto da IMS, con cui lavoro.
  • Macinacaffè manuale WALDWERKMacine coniche in acciaio. Se compri il caffè in grani e lo macini al momento, cambia più di qualunque altra cosa in questa lista.
  • Puly Caff, detergentePer la pulizia vera, quella periodica. La moka va lavata con acqua, ma ogni tanto serve togliere gli oli ossidati che il solo risciacquo non porta via.
  • Filtri di carta AeroPressUno sopra il macinato, prima di avvitare: trattiene le polveri fini e la moka esce più pulita e meno amara. È il modo di personalizzare la moka a costo quasi zero.
  • Filtro IMS per mokaFori da due decimi, cinque volte più piccoli di quelli di serie. L'acqua attraversa il caffè invece di sfondarlo.

Alcuni di questi sono collegamenti di affiliazione: se compri qualcosa io ricevo una piccola commissione, senza che tu paghi un centesimo in più. Consiglio solo quello che userei, e dove non ho un prodotto da indicare non metto un collegamento. Tutto il necessario per cominciare, per metodo.

La copertina di Capire il caffè

Se vuoi capire il perché

Capire il caffè

Qui sopra ci sono tre gesti che funzionano. Nel libro c'è il capitolo intero: il rapporto acqua-caffè per ogni misura di moka, e la control chart per capire dal solo assaggio che cosa correggere.

90 pagine, 26 capitoli. Scritto per chi il caffè lo fa a casa, non per i baristi.

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Gli altri progetti li racconto qui

Oltre ai corsi e agli show seguo diversi progetti, tra prodotto, ricerca e locali. Le prove, le versate e i dietro le quinte finiscono su Instagram prima che altrove.