Montalatte elettrico
Il risultato più costante con lo sforzo minore. Scalda e monta insieme, e si ferma alla temperatura giusta. Se fai cappuccini spesso, è la spesa che rende di più.
Guida
Non avrai la lancia a vapore di un bar, ma puoi arrivare molto più vicino di quanto pensi. Conta più la texture del metodo.

Un cappuccino è due cose: un caffè e del latte montato. Del caffè si parla sempre, del latte quasi mai, ed è il motivo per cui a casa non viene. Il novanta per cento della differenza fra il tuo cappuccino e quello del bar sta nella schiuma, non nel caffè.
La buona notizia è che la schiuma non richiede attrezzatura professionale. Richiede di capire una cosa sola.
Non è la montagna di bolle grandi che galleggia sopra il latte. Quella è latte rovinato: si separa in pochi secondi, lascia il liquido sotto e la spuma sopra, e in bocca dà una sensazione asciutta.
Una schiuma giusta è densa, lucida e omogenea, senza bolle distinguibili a occhio. Deve sembrare vernice liquida. Quando la versi, cade insieme al latte, non ci galleggia sopra.
La differenza fra le due sta tutta in quanta aria hai messo e quando l'hai messa.
Qualunque sia lo strumento, montare il latte significa fare due cose in quest'ordine:
Chi sbaglia il cappuccino di solito fa solo la prima fase, e continua a fare aria fino alla fine. Il risultato è la montagna di bolle.
Il risultato più costante con lo sforzo minore. Scalda e monta insieme, e si ferma alla temperatura giusta. Se fai cappuccini spesso, è la spesa che rende di più.
Scalda il latte, versalo fino a un terzo, poi pompa il filtro su e giù per una decina di secondi. Fa un vortice eccellente e costa niente se già ce l'hai.
Tieni la testa appena sotto la superficie per due secondi, poi immergila del tutto e lascia girare. Serve un bicchiere alto e stretto o schizza ovunque.
Latte freddo fino a metà, chiudi e agita forte per trenta secondi, poi scalda al microonde senza coperchio. Funziona, ma la schiuma è più grossa.
Il latte non va scaldato più di quanto serva. Oltre una certa soglia le proteine si denaturano, la schiuma si affloscia e compare quel sapore di latte bollito che copre il caffè.
Il riferimento pratico senza termometro: il bricco deve essere caldo ma ancora toccabile. Se non riesci a tenerci la mano sopra per tre secondi, hai già passato il punto. È lo stesso limite che si usa dietro al banco.
Prepara prima il caffè, poi monta il latte, poi versa subito. La schiuma comincia a separarsi dopo pochi secondi, quindi non è il momento di rispondere al telefono.
Prima di versare, dai due colpetti al bricco sul tavolo per far salire le bolle grandi rimaste, e poi fallo roteare fino a che la superficie diventa lucida. Questo passaggio dura cinque secondi e migliora il risultato più di qualunque altra cosa.
Versa da un po' più in alto all'inizio, per far affondare il latte sotto la crema, poi abbassa il bricco vicino alla superficie: è lì che la schiuma emerge e, se hai fatto bene le fasi precedenti, comincia a disegnare da sola.
Domande frequenti
Con un montalatte elettrico, una French press o un frullatore a immersione. Il principio è lo stesso in tutti i casi: due o tre secondi per incorporare aria all'inizio, poi far girare il latte su sé stesso per rompere le bolle grandi e ottenere una schiuma compatta.
Caldo ma non bollente. Senza termometro il riferimento è il bricco: se non riesci a tenerci la mano sopra per tre secondi, hai superato il punto giusto. Oltre quella soglia la schiuma si affloscia e compare il sapore di latte bollito.
Perché hai incorporato troppa aria e per troppo tempo, ottenendo bolle grandi invece di una schiuma compatta. L'aria va messa solo nei primi secondi, poi serve far girare il latte per romperle.
Il parzialmente scremato monta con più facilità perché ha meno grassi, l'intero dà una schiuma più stabile e un gusto più pieno. Per iniziare il parzialmente scremato perdona di più.
Sì, ed è quello che fanno quasi tutti in Italia. La moka non fa una crema come l'espresso, quindi il disegno viene meno netto, ma il cappuccino è comunque buono se la schiuma è fatta bene.
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