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Matteo Beluffi

Guida

L'espresso si governa con tre numeri

Dose, tempo e resa. Tre numeri che dicono tutto, e cosa cambiare quando la tazza non torna.

I tre numeri dell'espresso: diciotto grammi di dose nel filtro, venticinque-trenta secondi, trentasei grammi in tazza

La ricetta da cui partire

Prima ancora della teoria, un punto fermo da cui muoversi. Questa è la ricetta che uso sul New Blend di Oltre Specialty Coffee, il caffè che seleziono e su cui decido la tostatura.

New Blend, Oltre Specialty Coffee

17 g di macinato · 34 g in tazza · 27-30 secondi

Il rapporto è 1:2, il punto di partenza più sensato per quasi tutti i caffè. La regola ferrea dell'espresso è che l'erogazione stia fra i 20 e i 40 secondi: sotto i 20 è sottoestratto, sopra i 40 è sovraestratto, e non c'è caffè che faccia eccezione. Il New Blend vuole i 27-30, perché è una tostatura che ha bisogno di tempo per dare dolcezza. Il doppio ristretto, 17 g dentro e 23 fuori, sta a 19-22.

Prendi questi numeri, riproducili, e solo dopo comincia a modificarli.

Tre numeri, non venti

Chi ha una macchina in casa spesso cambia dieci cose insieme e non capisce mai quale abbia funzionato. L'espresso si governa con tre numeri soltanto.

La dose è quanto caffè metti nel filtro, in grammi. Il tempo è quanto dura l'estrazione. La resa è quanto liquido esce, sempre in grammi.

Ti serve una bilancia. È lo strumento che incide di più sul risultato, e costa poco.

Il punto di partenza

Metti la macchina in condizione di ripetere sempre lo stesso gesto: stessa dose, stesso livellamento, stessa pressatura. Poi osserva che cosa esce e quanto tempo impiega.

La regola per correggere

Quando la tazza non torna, cambia una cosa sola e riprova. Quasi sempre quella cosa è la macinatura.

  • Esce troppo in fretta e il caffè è acido e acquoso: macina più fine.
  • Esce a fatica, gocciola, ed è amaro e astringente: macina più grosso.

Cambiare due parametri insieme è il modo più rapido per non imparare niente.

Acido non vuol dire amaro

È la confusione più diffusa che incontro nei corsi, e finché non si scioglie non si riesce a correggere niente: si aggiusta un difetto pensando di aggiustarne un altro. Sono tre sensazioni diverse, e si riconoscono da quando arrivano.

  • L'acidità è immediata e ti fa salivare. Arriva subito, sui lati della lingua, ed è la stessa sensazione del succo di limone. In un caffè non è un difetto: è freschezza, ed è quello che nei caffè buoni si va a cercare.
  • L'amaro arriva dopo. Si presenta in fondo, quando l'acidità è già passata, e resta. È il segno che hai estratto troppo, o che la tostatura era spinta.
  • L'astringenza asciuga. Ti lascia il palato ruvido, come quando mordi una banana acerba o un caco non ancora maturo. Questa non è una caratteristica: è un difetto, e va eliminata.

Quando dici «questo caffè è acido», fermati un secondo e chiediti se ti è venuta l'acquolina o se ti si è asciugata la bocca. Nel primo caso il caffè è vivo; nel secondo c'è un problema, e la macinatura ne è quasi sempre la causa.

Quando l'acidità è troppa

L'acidità nel caffè deve sapere di frutta: malica come una mela verde, citrica come un agrume, a volte lattica come uno yogurt. E deve sempre essere bilanciata da altrettanta dolcezza. Se la dolcezza non c'è, l'acidità resta sola e diventa fastidiosa. Da questo si capisce dove intervenire.

  • Se è acetica, pungente, quasi da aceto, e senti anche note vegetali, di erba o di pisello: il problema non sei tu. Quel caffè è tostato troppo chiaro, e nessuna macinatura può correggerlo.
  • Se invece sa di frutta ma è squilibrata, cioè c'è l'acidità e non arriva la dolcezza: il problema è nella regolazione, ed è quasi sempre la macinatura. Macina più fine e restituisci tempo all'estrazione.
  • Se hai già corretto la macinatura e non cambia niente, guarda l'acqua. È il parametro che nessuno controlla, e da solo può appiattire tutto ciò che c'è in tazza.

Prima ancora: l'acqua

Un espresso è acqua per il novanta per cento. Se quella che usi è molto dura, nessuna regolazione salverà la tazza, e nel frattempo la macchina si incrosta.

Poi la temperatura: idealmente fra 92 e 96 gradi, sull'espresso anche da 90 a 96-97. Il valore giusto dipende dalla tostatura: più è scura, più bassa dev'essere la temperatura, perché il potere estrattivo dell'acqua cresce con i gradi, e una tostatura spinta vira sull'amaro con niente.

I due numeri di chi misura: TDS ed estrazione

Se hai un rifrattometro, l'espresso si legge con due numeri, e sono due cose diverse. Il TDS è quanto caffè è disciolto nel liquido: un espresso sta fra l'8 e il 12%, e si governa con il rapporto. La percentuale di estrazione è quanto del caffè nel filtro è finito in tazza: caffè in tazza per TDS, diviso la dose. Con 17 g dentro, 34 fuori e un TDS del 10% sono 3,4 g, cioè il 20%. La finestra è 18-22%: sotto è acido e corto, sopra amaro e astringente, e si governa con macinatura, tempo e temperatura.

Nel calcolatore dell'espresso trovi i due numeri già calcolati, la control chart e il consiglio su quale leva muovere a ogni modifica.

Domande frequenti

Le domande su questo

Perché il mio espresso è amaro?

Quasi sempre per sovraestrazione: l'acqua ha lavorato troppo a lungo sul caffè ed è arrivata a estrarre anche le sostanze che danno l'amaro. La correzione è macinare più grosso, così l'acqua passa più in fretta.

Che differenza c'è fra acidità, amarezza e astringenza?

L'acidità è immediata e fa salivare, come il succo di limone, e nel caffè non è un difetto ma freschezza. L'amarezza arriva dopo, resta in fondo, e segnala che hai estratto troppo. L'astringenza asciuga le fauci, come una banana acerba: quella sì che è un difetto. Le persone confondono quasi sempre l'acidità con l'amarezza, e finiscono per correggere la cosa sbagliata.

Perché il mio espresso è acido?

Per sottoestrazione: l'acqua è passata troppo in fretta e ha estratto solo la parte acida, che è la prima a uscire. La correzione è macinare più fine. Attenzione a non confondere l'acido con l'amaro, perché le due correzioni sono opposte.

Quanti grammi di caffè per un espresso?

Per un filtro doppio, che è quello più diffuso, fra i 17 e i 19 grammi. La dose va pesata con una bilancia: dosare a occhio rende impossibile capire che cosa sia cambiato quando la tazza non torna.

Quanto deve durare l'estrazione di un espresso?

Fra i 20 e i 40 secondi, senza eccezioni: sotto i 20 il caffè è sottoestratto, sopra i 40 è sovraestratto. Dentro quella finestra il tempo è una conseguenza, non un obiettivo: si fissano dose e resa e si regola la macinatura finché il tempo cade dove quel caffè dà il meglio. Il mio New Blend a 1:2 sta a 27-30 secondi; il doppio ristretto, 17 grammi dentro e 23 fuori, a 19-22.

Conta più la macchina o il macinacaffè?

Il macinacaffè. Con una macchina modesta e un buon macinino si ottiene un buon espresso; con una macchina costosa e un macinino scadente non si ottiene, perché una macinatura irregolare fa passare l'acqua in modo disomogeneo e nessun altro parametro lo compensa.

Se ti serve

Quello che uso e consiglio

  • De'Longhi La Specialista TouchSemiautomatica con macinacaffè integrato. Ti lascia il controllo su dose e pressatura, che è quello che serve per applicare davvero quello che leggi qui.
  • De'Longhi RiveliaSe preferisci che faccia tutto la macchina. Il suo punto forte è cambiare caffè in fretta: ma controlla sempre il gusto, perché la macchina non assaggia.
  • De'Longhi La Specialista ArteLa manuale con macinino integrato, tre ricette preimpostate e manometro. È la macchina del capitolo del libro sul setup di casa: dose da pesare, macinatura da regolare, ago nella zona verde.
  • Ninja Luxe PremiereTre in uno: espresso, estrazione più lunga e montatura automatica. Per chi vuole una sola macchina in cucina e non vuole imparare la lancia.
  • La Marzocco Linea MicraLa macchina professionale da casa: stabilità termica da bar, paddle, vapore vero. È il capitolo 20 del libro. Il collegamento porta al sito La Marzocco, non è un'affiliazione.
  • Sage Smart Grinder ProSessanta regolazioni e dosatura a tempo. Il macinacaffè conta più della macchina, ed è la prima cosa su cui spenderei.
  • Puly Grind, per il macinacaffèPulisce le macine dagli oli rancidi. Nessuno lo fa, e poi ci si chiede perché il caffè sa di vecchio anche con chicchi freschi. È di PulyCaff, con cui lavoro.
  • Bilancia piccola per espressoSta sotto la tazzina, sulla griglia della macchina, e pesa la resa al decimo di grammo con il timer. È l'acquisto che cambia di più il risultato e costa poco: senza pesare non si può correggere niente.
  • Bilancia grande, per il V60 e per il portafiltroIl piatto largo tiene il portafiltro per pesare la dose e regge il V60 con la caraffa per pesare l'acqua. Una sola bilancia per i due metodi.
  • WDT, per casaGli aghi che rompono i grumi del macinato nel filtro prima di pressare: il letto diventa uniforme e l'acqua non trova canali. Il gesto che più avvicina la tazza di casa a quella del bar.
  • WDT, versione proAghi più sottili e impugnatura da banco, per chi lo usa a ogni erogazione. Stesso principio, più rapido.
  • Straccetto per il portafiltroIl portafiltro va pulito prima di ogni erogazione, sempre. Un panno dedicato, non quello del banco.
  • Portafiltro ciecoSenza fori: serve per il lavaggio del gruppo con il detergente, il backflush. Senza, la doccetta non si pulisce davvero.
  • Puly Caff Plus, detergente per il gruppoIl detergente per il backflush con il portafiltro cieco, confezione da 900 g. Ogni giorno portafiltro e doccetta, ed è di PulyCaff, con cui lavoro.
  • Puly Milk Plus, per la lancia vaporeLa lancia trattiene la bevanda che secca e irrancidisce. Va pulita ogni giorno, e questo è il prodotto giusto: un litro dura mesi.
  • Filtri di precisione IMS o VSTFori uniformi, estrazione più regolare. Il passo in più per chi ha già i tre numeri a posto.

Alcuni di questi sono collegamenti di affiliazione: se compri qualcosa io ricevo una piccola commissione, senza che tu paghi un centesimo in più. Consiglio solo quello che userei, e dove non ho un prodotto da indicare non metto un collegamento. Tutto il necessario per cominciare, per metodo.

La copertina di Capire il caffè

Se vuoi capire il perché

Capire il caffè

Qui sopra c'è la regola per correggere. Nel libro ci sono i motivi per cui un caffè esce acido e un altro amaro, e come si legge una tazza sbagliata.

90 pagine, 26 capitoli. Scritto per chi il caffè lo fa a casa, non per i baristi.

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Gli altri progetti li racconto qui

Oltre ai corsi e agli show seguo diversi progetti, tra prodotto, ricerca e locali. Le prove, le versate e i dietro le quinte finiscono su Instagram prima che altrove.